MUSEO DELLA FOLLIA

Un repertorio, senza proclami, senza manifesti, senza denunce. Uomini e donne come noi, sfortunati, umiliati, isolati. 
E ancora vivi nella incredula disperazione dei loro sguardi. Condannati senza colpa, incriminati senza reati per il solo destino di essere diversi, cioè individui. 


Nella storia dell’arte, anche prima dei casi clamorosi di Van Gogh e di Ligabue, molti sono gli artisti la cui mente è attraversata dal turbamento, che si esprimono in una lingua visionaria e allucinata. 
Ognuno di loro ha una storia, una dimensione che non si misura con la realtà, ma con il sogno. 
E quel sogno, con piena soddisfazione, oltre ogni tormento, rappresenta.»
Vittorio Sgarbi

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