MUSEO DELLA FOLLIA

“I casi straordinari di Antonio Ligabue e di Pietro Ghizzardi costituiscono i due cardini essenziali e terminali del Museo della Follia.

Nel primo una visionarietà lussureggiante che determina la creazione di un mondo originale, popolato solodagli animali, domesticie selvaggi, oscillando fra l’idillio campestre e una foresta insidiosa, minacciosa.

Nessun pittore del Novecento, se non forse Gino Rossi, ha la stessa esuberanza. Gli animali della foresta sono proiezioni di una rabbia, di un conflitto con il mondo, risolto soltanto nella pittura.

Ghizzardi, per converso, rispecchia la fragile condizione umana, e dipinge uomini e 18 donne, prevalentemente solitari.
Una sequenza apparentemente senza fine, con le varianti determinate dalle diverse psicologie, ma con una pietas così profonda da autorizzare l’idea di un nuovo Umanesimo, dolente, accorato, contadino.

Lo stato di alterazione psichica di Ghizzardi non determina un’accensioneo un’esaltazione, ma una lucidità e una umanissima interpretazione di anime e volti in una galleria di personaggi senza precedenti. Nella sua condizione di disagio, Ghizzardi appare lucidissimo, e ci mette davanti a una umanità disarmata. Ligabue e Ghizzardi lavorano a poca distanza e appaiono perfettamente complementari. E sono parimenti del tutto estranei alla tradizione figurativa del Novecento italiano. Sono due fertili anomalie.”

(Vittorio Sgarbi)


English Version

“The remarkable cases of Antonio Ligabue and Pietro Ghizzardi represent the two essential and terminal cornerstones of the Museum of Madness. In the former artist we find a lush visionariness that determines the creation of an original world, inhabited only by domestic and wild animals, wavering between an idyll countryside and an insidious, menacing forest. No twentieth- century painter, except perhaps Gino Rossi, has the same exuberance. The animals in this forest are the projection of anger, of an unsolved conflict, resolved only through painting. Ghizzardi, on the other hand, reflects the fragile human condition, he paints men and women who are mainly solitary. A sequence that is apparently without end, whose variants are determined by the different psychologies, but whose pietas is so deep it that it authorizes the idea of a new Humanism, the painful, heartfelt one of the farmer. Ghizzardi’s altered psychological state does not determine either ascent or exaltation; rather, it leads to his clear-sightedness and very human interpretation of people and faces in a hitherto unseen gallery of characters. In his condition of discomfort, Ghizzardi appears to be perfectly lucid, and he places the viewer before a disarmed humanity. Ligabue and Ghizzardi worked not far from each other and appear to be perfectly complementary. And they were both completely extraneous to the twentieth- century Italian figurative tradition. They are both fertile anomalies.” (Vittorio Sgarbi)

Sito web:http://www.museodellafollia.it/
Pagina facebook:
https://www.facebook.com/Museo-della-Follia-Catania-1082826945102890/?fref=ts